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Accettare pagamenti in Bitcoin? Consigli per gli operatori turistici

Accettare pagamenti in Bitcoin? Consigli per gli operatori turistici

Negli ultimi mesi la cronaca finanziaria ha evidenziato la diffusione delle criptovalute (Bitcoin, Etherum, ecc..) per regolare le transazioni concluse online e offline, contemporaneamente sono nate una moltitudine di piattaforme per fare trading, caratterizzate da ampia volatilità dei prezzi e scarsa liquidità.

Secondo noi, è rischioso adottare questo genere di pagamenti perché ci esponiamo al:

-Rischio di vedere annullati i nostri guadagni per oscillazione dei prezzi e difficoltà in sede di conversione in valuta Euro.

-Rischio di subire degli attacchi hacker e perdere la moneta virtuale memorizzata in supporti informatici.

Quello che ci deve rendere consapevoli della scelta che andremo a fare, è legato al fatto che ad oggi i regulators (ossia le Banche Centrali e gli Stati) non hanno adottato nessuna regolamentazione (e pertanto non concedono garanzia sull’utilizzo) per tutelare e proteggere gli utenti che adottano le criptovalute.

I regulators per emanare le dovute regolamentazioni dovrebbero prima di tutto, poterne regolare le leve espansive o riduttive ai fini di un’adeguata politica monetaria

Al di là dei benefici di breve periodo, che può dare in termini di maggiore visibilità e marketing, forse è il caso di evitare di adottare pagamenti tramite le criptovalute, ciò è testimoniato anche dal valore effimero delle quotazioni che si è dimezzato dagli inizi del 2018 e probabilmente subirà ulteriori riduzioni nei prossimi mesi.

L’unica nota positiva è il meccanismo tecnico sottostante alla Blockchain che consente di tracciare tutte le transazioni e gli scambi sottostanti, ma questo esula dall’attività quotidiana degli operatori turistici.